Le nostre guide

27 novembre 2013 - The New York Times

 

In ogni numero, gli editori di Turning Points invitano i collaboratori a elaborare una delle grandi domande dell’anno. Per il 2013 abbiamo chiesto a Elif Shafak, Salam Fayyad, Liao Yiwu, Rowan Williams, Mikhail Khodorkovsky e Mata Amritanandamayi Devi: “Chi sono i leader morali di questa era?”.



Mata Amritanandamayi DeviMaestro Hindu dall’India, conosciuta come Amma (Madre) e riverita come “La santa degli abbracci”.

 

Sfortunatamente, quest’anno, i governi nel mondo non hanno alimentato molto la leadership morale: un periodo di continue guerre, aumento della violenza, disastri naturali, spesso causati dall’avarizia e da una politica ingestibile. Fortunatamente, comunque, ci sono persone che non riescono a sostenere la vista di altri a cui mancano cibo, vestiti, riparo, educazione o cure mediche, senza cercare di aiutarli. Questi sono i veri leader morali del giorno d’oggi, la loro compassione scalda il mio cuore e mi riempie di ottimismo per il futuro.


Non tanto tempo fa, un ragazzino mi donò una busta contenente 300 euro, dicendo che voleva fossero usati per aiutare gli orfani del nostro centro; io gli ho chiesto di tenere i soldi, che aveva vinto in una gara musicale, ma lui si è rifiutato.


Due settimane più tardi, la sua sorellina è venuta da me con una busta contenente i suoi risparmi per il gelato, ha detto ai suoi genitori: “Io mangio sempre il gelato, questa volta desidero darlo agli orfani, come ha fatto mio fratello.” La compassione della sorella è cresciuta grazie all’integrità morale del fratello.


Durante la sospensione del governo negli Stati Uniti, un uomo si è messo a tosare l’erba attorno al Lincoln Memorial, come servizio al suo paese: lui è un leader morale! L’universo è come una vasta rete, se un angolo viene scosso, la vibrazione pervade la totalità.


In seguito al terremoto del Giappone nel 2011, di fronte al pericolo estremo, scienziati e tecnici della centrale nucleare di Fukushima sono rimasti sul sito per rendere sicuri i reattori. Ancora oggi l’impianto non è completamente stabilizzato, e alcune di queste persone continuano a essere al servizio nonostante i rischi. Se non fosse per la loro volontà di restare, milioni di persone potrebbero venire contaminate.

Siamo tutti in grado di atti di altruismo, ma per svegliare totalmente la compassione dovremmo cercare di vedere la nostra propria essenza divina in ognuno e in ogni cosa attorno a noi. Se iniziassimo ad avvicinarci ai poveri e ai bisognosi con lo stesso entusiasmo con il quale curiamo noi stessi - cercando di sentire il loro dolore come nostro - il nostro senso dell’unità si risveglierebbe e con esso la compassione.

Nel 2014, possano i leader di ogni nazione ricordare che appartengono ai loro cittadini, possano vedere che questo mondo è come un fiore del quale ogni nazione rappresenta un petalo e possano capire che il benessere di ogni petalo condiziona la vita e la bellezza della totalità.


 
 

Chi siamo