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Un tocco giapponese alle case di Raichur

23 febbraio 2012

 

Dovremmo essere capaci di vedere l'intera creazione come un tutto unico, l’unità al di là delle differenze apparenti. Amma ci esorta ad applicare tale atteggiamento nella nostra vita quotidiana, e abbiamo potuto averne un esempio osservando gli studenti giapponesi dell'Associazione IVUSA (Associazione di Volontariato Internazionale di Studenti Universitari) lavorare all’Amrita Kuteeram di Raichur, nel Karnataka. Per chi non conosce la cultura giapponese è davvero sorprendente osservare lo spirito di gruppo, l’assenza di atteggiamenti egocentrici e l’entusiasmo di questi studenti.

 

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Vedere i 78 studenti (40 ragazze e 38 ragazzi) comportarsi come un’unica persona, aiutarsi l’un l’altro, rispondere tutti assieme con una sola voce, ci fa pensare alle varie cellule di uno stesso organismo e, naturalmente, agli insegnamenti di Amma sull’altruismo e sull’unità al di là delle differenze.

Il gruppo IVUSA è giunto a Raichur da 14 università sparse in tutto il Giappone, passando da Delhi e Hyderabad e arrivando la sera di Shivaratri. Nel corso degli ultimi 14 anni IVUSA ha partecipato a diverse attività caritatevoli di Amma, tra le quali il progetto di edilizia abitativa in seguito al terremoto del Gujarat, il progetto di riqualificazione di una baraccopoli di Pune, le operazioni di soccorso dopo lo tsunami a Nagapattinam e a Cochin, i soccorsi dopo l’alluvione a Raichur, ecc.

Il gruppo è stato accolto calorosamente dagli abitanti del villaggio con ghirlande e una banda di tamburi. Poco dopo il loro arrivo, i ragazzi sono stati invitati a recarsi a piedi fino al tempio di Shiva a circa 3 Km di distanza per prendere parte ai festeggiamenti in occasione della festività di Shivaratri. Nonostante il lungo ed estenuante viaggio, tutti hanno manifestato con entusiasmo il desiderio di partecipare.
Il tempio era situato sulla cima di una collina rocciosa, da dove si poteva godere della veduta dall'alto della zona circostante: risaie, campi di cotone e di canna da zucchero, il fiume Krishna col suo scorrere tranquillo tra le pianure e, ai piedi della collina, i due siti destinati a diventare centri abitativi del progetto Amrita kuteeram di Raichur, per un totale di 717 case. Gli abitanti del villaggio hanno guidato i bhajan (canti devozionali, ndt) mentre gli studenti giapponesi rispondevano ispirati in coro “Om Namah Shivaya”.

Il mattino seguente sono saliti a bordo di camion e trattori per raggiungere il cantiere situato a 10 km di distanza. I volontari sono giunti al villaggio tra gli sguardi stupefatti degli abitanti e i sorrisi e le risatine dei bambini del posto che salutavano con la mano.

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La giornata è stata dedicata principalmente alla costruzione del tetto di cemento della sala comune, in un cantiere con 160 case. Dopo un giorno di duro lavoro sotto il sole cocente delle pianure del Karnataka, si sono recati tutti al fiume Krishna per un bagno fresco e rigenerante, mentre gli abitanti locali hanno pensato a rifocillarli con succo di canna da zucchero.

Nei restanti pochi giorni, gli studenti hanno concentrato i loro sforzi sul cantiere di Dirampur e hanno aiutato a rifinire le case (dipingendo, pulendo e aggiungendo quel tocco unico che hanno i giapponesi) affinché fossero pronte per essere consegnate ai beneficiari che ancora vivevano su un’isola sovraffollata del fiume Krishna, colpita da inondazioni conseguenti ai monsoni.

In seguito gli studenti si sono recati ad Amritapuri per gioire del darshan (abbraccio, ndt) di Amma e poi sono tornati a casa, portando per sempre nel cuore il ricordo del loro viaggio in India.

 

 


 
 

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