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Soccorsi per l’alluvione in Chennai: Amma invia barche, cibo e vestiti

dicembre 2015

A causa delle piogge torrenziali, nella tarda notte del 1° dicembre, molte zone basse della città di Chennai sono state inondate. L’acqua straripata dall’Adyar ha sommerso tutte le case che si trovano entro la distanza di un chilometro da entrambi i lati del fiume, raggiungendo anche molte altre zone: centinaia di migliaia di persone sono state colpite.

 


In molte case vicino al fiume anche il primo piano è stato sommerso completamente, costringendo le persone a rifugiarsi sulle terrazze sopra le case, su cui sono rimaste bloccate, sotto la pioggia e il vento freddo, dato che in certe strade il livello dell'acqua era di oltre 12 metri di profondità.


Il 2 dicembre, Amma ha inviato volontari per iniziare le operazioni di soccorso con barche a motore. Residenti e devoti hanno rischiato coraggiosamente la propria vita per salvare le persone, che erano rimaste intrappolate dalle inondazioni ancora in aumento, utilizzando corde per tenersi saldi in modo da non essere trascinati via dalle correnti impetuose. Cibo, acqua potabile e vestiario sono stati forniti agli sfollati.

 


Anche a coloro che hanno preferito rimanere nelle proprie case sono state consegnate scatole di cibo e acqua potabile e, sebbene l'acqua si sia ritirata, i nostri volontari stanno ancora continuando a dispensare, ogni giorno, pasti a migliaia di calamitati.


Centinaia di migliaia di vestiti sono stati distribuiti alle vittime dell'alluvione di Chennai.

 

Inondazione a Chennai: aggiornamenti
Amma ha sempre dato l'esempio e i suoi discepoli più anziani la hanno sempre seguita: in queste foto, alcuni di loro scaricano personalmente il camion, distribuendo pacchi di alimenti ai calamitati. Cinquecento volontari li aiutano, distribuendo cibo, capi di abbigliamento, prestando operazioni di soccorso, cure mediche, e fornendo altri beni di prima necessità. Il Math ha anche donato circa 684.000 euro al Fondo di Solidarietà del Primo Ministro per fornire gli aiuti di emergenza a tutti coloro che sono stati colpiti dalla catastrofe.

 

 



 
 

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