Pagina principale Chi siamo Amma Qualsiasi sia la condizione, la nostra mente deve essere in Dio
Qualsiasi sia la condizione, la nostra mente deve essere in Dio

Ashram di Amritapuri, 13 marzo 2017

 

La brezza dell'oceano portava il profumo dell'acqua del mare sulla riva. Tutti erano riuniti sotto le palme per la meditazione con Amma. La spiaggia era quieta, allietata dal ritmico scrosciare delle onde e dagli uccellini che cantavano.

 


Dopo la meditazione Amma ha chiesto se qualcuno avesse una domanda, uno dei presenti ha alzato la mano iniziando così: “Due anni fa ho avuto un ictus che mi ha tolto tutte le energie. Ho pensato che la mia vasana (tendenza karmica) di vivere una vita vicino al mare fosse finita. Ora, quando vedo la barca nell'oceano, sento la mia energia ritornare, mi sento attratto verso la barca. È la mia vasana. Cosa dovrei fare? Dovrei vivere una vita senza energia, o dovrei seguire questo desiderio di vivere al mare? Farò ciò che tu mi dici, tu sei il mio Guru".


Questo devoto aveva posto una domanda molto simile circa 10 anni prima, ma ora, dopo aver avuto un ictus, ritornava a guardare al mare con un desiderio ardente.


Il corpo è una casa temporanea
Amma ha iniziato rispondendo: "Sia che tu sia nel mare o sulla terraferma, devi essere felice. La vita dovrebbe essere come stare in un hotel: quando fai il check-in, sei contento perché entri e soggiorni felicemente, e quando fai il check out, te ne vai altrettanto felice. Questo equilibrio deriva dalla consapevolezza che hai una tua propria casa (atman- l'anima o il Se) alla quale ritornerai nel momento in cui farai il check-out da questo corpo. È così che dovrebbe essere nella vita. Se stai in una casa in affitto e il proprietario ti chiede di lasciare la proprietà, non ti preoccupi fintanto che tu sai di essere il proprietario di una tua casa, alla quale puoi facilmente ritornare. Il nostro corpo è come una casa in affitto, in ogni momento possiamo essere sfrattati, abbiamo bisogno di coltivare la conoscenza che l'anima è la nostra vera casa. In questo modo, proprio come quando faremo serenamente il check out da un hotel, avremo lo stesso tipo di atteggiamento quando lasceremo il corpo”. Amma ha poi narrato la storia di un regno nel quale tutti potevano diventare re.


L'unico cavillo per diventarlo era che poteva durare solo cinque anni, dopo i quali il re sarebbe stato esiliato su un'isola piena di animali selvaggi e cattivi, che lo avrebbero portato inevitabilmente alla morte. Ogni sovrano amava regnare, ma lentamente cresceva in ognuno un senso di tristezza al semplice fatto di sapere che la morte sarebbe stata imminente. Per un re però fu differente, verso la fine del suo regno, era ancora felice. Vedendo il suo atteggiamento, anche durante l'esilio, il suo ministro gli chiese quale fosse il segreto della sua allegria. Il re rispose che tempo addietro, aveva mandato i suoi servitori all'isola. Per cinque anni i suoi servitori avevano ripulito la foresta, eliminato gli animali, avevano costruito un palazzo, e fatto tutto ciò che lui aveva richiesto. Sapeva che, nel momento in cui sarebbe arrivato sull'isola, avrebbe avuto un posto in cui ritirarsi in modo piacevole. Amma poi ha continuato, riallacciando la storia alle nostre vite e ai preparativi che dovremmo intraprendere per lasciare la casa temporanea del nostro corpo nel momento della morte: "In modo similare dovremmo preparare noi stessi. Qualsiasi sia la condizione, la nostra mente deve essere in Dio".



Il desiderio è nella mente, l'Atma va oltre la mente
Ritornando direttamente alla domanda del devoto riguardo a una vita al mare, Amma ha continuato: "Tu dici che questo desiderio è una vasana, seguire una vasana è come navigare una barca che ancorata a riva: non importa quanto forte si remi, non si raggiungerà mai l'altra sponda. Occorre eliminare l'"io" e il "mio".

 

Rincorrendo una vasana, non si otterrà nulla, è solo un desiderio della mente. Non serve che io approvi o condanni il tuo desiderio di vivere su una barca, se il tuo scopo è l'autorealizzazione, allora, ovunque sia, che sia nel mezzo dell'oceano oppure no, la tua mente dovrebbe essere in Dio. La barca può essere nell'acqua, ma l'acqua non può essere nella barca. Tu stai vivendo nel mondo, ma non lasciare che il mondo entri nella tua mente. Ovunque tu sia, dovresti assicurarti che gli altri desideri non penetrino nella tua mente.


"Il desiderio è nella mente, l'Atman (l'anima) è oltre la mente, è nel silenzio. È in te. Lì, dove non ci sono desideri. Sarai come un bimbo piccolo: felice in ogni momento“.

 


Inseguire la vasana
Amma ha proseguito narrando la storia di una gara nella quale un uomo avrebbe dovuto nuotare il più lontano possibile in un fiume e ritornare entro sedici ore.

 

In base alla distanza che avrebbe coperto in quel lasso di tempo, avrebbe ricevuto il quantitativo delle perle del letto del fiume, corrispondente alla lunghezza del tratto di fiume percorso. Un uomo determinato nuotò con più forza possibile per dodici ore senza ritornare indietro. Dopo dodici ore, finalmente iniziò a rientrare. Era così esausto nel momento in cui ritornava e giungeva al traguardo, che sputava sangue, il pubblico lo incoraggiava ricordandogli che era vicino al traguardo.


Riuscì a raggiungere il traguardo proprio sotto le sedici ore stabilite, e immediatamente dopo ebbe un collasso, morendo nell'acqua. Sebbene avesse vinto molte perle, non aveva vissuto abbastanza per godersi la gloria della vittoria, e nessuna delle persone che tenevano per lui, se ne era andata con lui.


Amma ha continuato, collegando la storia a una vita spesa a inseguire le vasana:  "Se noi rincorriamo una vasana, allora la nostra vita sarà così”. Quindi, ritornando alla domanda posta dal devoto riguardo al vivere al mare, ha detto: "In compenso, se ti dedichi alla pratica spirituale, puoi ancora essere nell'oceano, puoi meditare, puoi realizzare Dio. Fa’ come preferisci".

Cosa si vince con una vasana?
Amma gli ha poi posto una domanda: "Cosa hai ottenuto andando al mare? Non è abbastanza guardare e godersi il mare dalla spiaggia? È necessario che ti siedi su una barca per goderti il mare? Quando eri terapia intensiva, hai compreso che c'è solo Dio, e lo chiamavi implorando, poi quando sei uscito, hai lasciato Dio e ora insegui una mosca. Dovremmo essere sempre allerta e consapevoli, come un uccellino su un ramo secco. Dove si siede, mangia e dorme, ma se arriva anche un lieve soffio di vento, l'uccellino apre le ali pronto a volare. Questo mondo è come un ramoscello secco, in qualsiasi momento si può spezzare: sii pronto a volare".

Amma poi ha sorriso dolcemente raccontando che stava disegnando una barca mentre la risposta veniva tradotta al pubblico. Ha aggiunto che stava pensando che questo devoto potrebbe reincarnarsi in un albero e poi venir tagliato e piallato per essere usato per la costruzione di una barca.. affinché possa essere sempre nel mare. A questa risposta, tutto il pubblico è scoppiato in una gioiosa risata. Si poteva udire nel sottofondo il soffice rombo delle onde. Questa domanda, grazie alla vicinanza dell'oceano, sembrava prender vita. Sebbene il gentile suono del mare forse non ha suscitato in tutti lo stesso desiderio, tutti erano pienamente consapevoli che le tentazioni della propria mente sono a portata di mano.


Per questo motivo, il consiglio di Amma non era rivolto solo a lui, ma a ogni singola persona, arrivando a questa riflessione: vogliamo inseguire le vasana della mente o la guida del guru? La scelta del Sanatana Dharma (via spirituale) è sempre la nostra.


 
 

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